Introdotta nel 1985, la mastoplastica additiva è l’operazione chirurgica di ampliamento e modellamento del seno, di certo uno degli interventi più diffusi in ambito estetico. Questa procedura ha subito negli anni dei leggeri miglioramenti, dovuti all’evoluzione degli strumenti e delle tecniche chirurgiche e alla ricerca sui materiali utilizzati. Operativamente si introduce nel seno, da riempire o modellare, un supporto in silicone. E’ un intervento al quale in genere si ricorre in seguito a dimagrimenti improvvisi, nel post gravidanza, nel caso di seni asimmetrici oppure in un’ottica di miglioramento della forma del seno per motivi estetici.

E’ un’operazione chirurgica a tutti gli effetti, con tutte le complicazioni del caso e presuppone, pertanto, una scelta seria e responsabile sulla quale incidono spesso anche fattori psicologici. Un seno piccolo, ad esempio, può essere vissuto come un vero e proprio handicap, così come un eccessivo rilassamento delle mammelle dopo una gravidanza può impattare fortemente sulla sicurezza e sull’autostima della donna. Ecco che la chirurgia estetica può rappresentare una soluzione positiva e, soprattutto, sicura al problema. Nel corso degli anni, infatti, si è registrata una riduzione importante dei casi di rigetto, così come degli effetti collaterali e delle controindicazioni più in generale.

Chi decide di ricorrere alla mastoplastica additiva deve sottoporsi ad una serie di esami di controllo per verificare lo stato generale di salute (Elettrocardiogramma, Emocromo, PT, PTT, fibrinogeno, Elettroliti, Glicemia, azotemia, creatinemia, Sierologia) oltre ad una visita ecografica del seno. Una volta che gli esami hanno dato esito positivo si passa alla scelta del supporto, una fase fondamentale per definire la forma che avrà il seno dopo l’operazione. Le protesi generalmente possono essere rotonde, a goccia o anatomiche: la scelta può dipendere sia dal risultato che si vuole raggiungere sia dalla predisposizione del fisico. Il chirurgo dovrà poi scegliere la tipologia di inserimento della protesi (periareolare, dal solco sottomammario o dalla via ascellare) e la tecnica da utilizzare e, quindi, se al di sotto della ghiandola mammaria o del muscolo grande pettorale. La prima ipotesi è quella chirurgicamente più semplice, ma l’applicazione sotto al muscolo rende il seno più naturale alla vista ed al tatto.

L’operazione dura all’incirca un’ora e si svolge in regime di dayhospital in anestesia totale. Il decorso post-operatorio prevede invece almeno un paio di giorni di riposo assoluto, dopo i quali è possibile gradualmente riprendere la vita regolare, evitando però per i primi tempi sforzi eccessivi ed esposizioni al sole e ad altre fonti di calore (ad esempio sauna e bagno turco). La ripresa totale avviene generalmente entro tre settimane, dopo le quali è possibile tornare anche a praticare sport e attività fisica.
Molte aziende che producono le protesi garantiscono una durata decennale, altre a vita, ma in ogni caso è bene controllare ciclicamente che non si siano verificate deformazioni o rilassamenti. In questi casi è opportuno procedere alla sostituzione delle protesi.