Il diabete mellito ha raggiunto proporzioni epidemiche nel mondo. Circa il 5-10% degli individui affetti da questa patologia hanno il tipo 1, denominato anche diabete insulino-dipendente, derivante dalla distruzione autoimmune delle cellule pancreatiche secernenti insulina. Il tipo 2, denominato anche diabete dell’adulto o noninsulino-dipendente, è in larga parte il risultato di un difetto secretorio dell’ormone accoppiato ad una resistenza alla sua azione.

La retinopatia diabetica è la più frequente complicanza micro vascolare del diabete. Negli Stati Uniti è la più frequente causa di nuovi casi di cecità tra i 24 ed i 74 anni di età. I fattori correlati allo sviluppo di questa complicanza includono, tra gli altri, la durata del diabete, l’entità dell’iperglicemia, l’ipertensione, la dislipidemia, l’obesità e la nefropatia.

La tempestiva scoperta dei primi segni di Retinopatia Diabetica è considerata l’arma migliore per una efficace terapia. La visualizzazione di neovascolarizzazione della parte anteriore dell’occhio (gonioscopia) e della parte posteriore (retina e vitreo attraverso oftalmoscopia stereoscopica) sono essenziali per l’instaurazione della opportuna terapia. Le immagini ad alta risoluzione della topografia ottica ad alta risoluzione (OCT) o dell’angio-OCT sono sempre più frequentemente usate per rilevare precocemente segni di edema maculare in uno stadio subclinico.

Il trattamento con farmaci antiangiogenici (anti-VEGF) sta diventando lo standard di cura della Retinopatia Diabetica. Il laser viene usato sempre più frequentemente come coadiuvante in casi selezionati, cercando di evitare la distruzione di tessuto nervoso retinico funzionante. Il tempestivo trattamento riduce il rischio della progressione della malattia verso stadi in cui è più probabile una permanente perdita della vista.